Leggendo il blog di Maestrini per caso, l’articolo “Infomerciami ma non eyeballarmi“ mi ha fatto riflettere sullo shopping online e su come venga percepito l’advertising in Italia, meglio l’online advertising.
Il risultato è che partono email come questa: “guardi lo spazio di membro“ che rendono sempre più difficile raggiungere, stuzzicare l’utente finale.
Ma un post ancor più interessante sul tracking degli utenti, per studiarne i consumi e costruire una profilazione dettagliata degli utenti è descritto in questo post, su cui mi sento di condividere una frase in particolare.
Si potrebbero raccogliere informazioni da terze parti, ad esempio “social network”: se penso a quello che un commesso librario potrebbe offrirmi dopo essersi studiato il mio account di Anobii, mi viene la pelle d’oca: potrebbe darmi titoli di libri che io non potrei rifiutarmi di acquistare.
Ultimamente tengo molto alla nostra identità online e a come si può capirne di più.
Detto questo, sono il primo che non rinuncia a scrivere su Faccialibro, caricare flickr, condividere feed e in primis scrivere su twitter.



So che Mappy aspettavamo questo momento da sempre.
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